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Fintech

Finanza complementare, non alternativa: così cresce il fintech in Italia


I numeri del report annuale di ItaliaFintech fotografano un settore fintech in rapida crescita anche nel nostro Paese, sia in termini di volumi transati sia di imprese e privati raggiunti dai servizi di finanza complementare rispetto ai servizi finanziari tradizionali.

Luglio 21, 2021     0 Commenti
"Questa non è una finanza alternativa a quella bancaria, ma complementare": non usa mezzi termini Andrea Crovetto, presidente dell'associazione di settore ItaliaFintech diretta da Camilla Cionini Visani, per descrivere lo stato dell'arte del fintech italiano dopo il primo semestre del 2021. Secondo il presidente Crovetto, intervistato dal Corriere Economia in occasione della presentazione del report elaborato da ItaliaFintech, il fatto che il settore italiano sia oggi "complementare" a quello degli istituti di credito tradizionali "si capisce bene se si guarda da dove arrivano i soldi che alimentano questa attività: fondi di investimento, compagnie di assicurazione, fondi di credito, banche specializzate. Ci differenziamo nella provvista e nella distribuzione, finanziando a piccole dosi e portando i denari dei fondi verso le imprese".

Triplicati i prestiti alle imprese, in aumento anche factoring e prestiti personali

I numeri, in questo senso, fotografano un'espansione in tutti i settori fintech presi in esame: triplicati i volumi dei prestiti erogati nei primi sei mesi del 2021 rispetto ai primi sei mesi del 2020 (da 533 milioni a 1,6 miliardi di euro), raddoppiati i prestiti al consumo (da 44 a 85 milioni di euro nello stesso periodo analizzato) e in crescita a doppia cifra anche i servizi di factoring (da 282 a 323 milioni di euro). Le imprese finanziate tramite prestiti sono aumentate così da 1.755 nel primo semestre 2020 a 4.295 nello stesso periodo del 2021, le imprese finanziate tramite factoring da 3.970 a 4.607 e i consumatori finanziati tramite servizi fintech da 5.146 a 9.824 da un semestre all'altro.

Un tasso di crescita elevato grazie all’abbattimento dei costi fissi

"Soprattutto in questo momento - ha aggiunto il presidente Crovetto - il cambiamento indotto dalle fintech può aiutare concretamente la competitività del Paese. Il nostro settore sta registrando un tasso di crescita estremamente elevato e credo che il 2021 si concluderà con valori 3 o 4 volte superiori a quelli registrati nel 2019. Le piattaforme sono un mezzo importante di lavorare, consentono di coinvolgere 10-20 diversi investitori su un medesimo progetto, riuscendo in questo modo ad abbattere i costi fissi". Una prospettiva e un'analisi che noi di CashMe ci sentiamo di condividere sul nostro blog e far nostra, avendo fin dall'inizio sviluppato il nostro servizio di invoice trading quale strumento complementare al credito bancario.

Al via il progetto di “sandbox” regolamentare

Altre notizie positive sul fronte dello sviluppo del settore vengono, infine, in questi giorni da Banca d'Italia, Consob, IVASS e Ministero delle Finanze: con un comunicato stampa congiunto le tre istituzioni hanno dato notizia dell'entrata in vigore del decreto volto a disciplinare l'operatività del Comitato Fintech in quanto cabina di regia congiunta presso il MEF, e le condizioni e modalità di svolgimento delle sperimentazioni di nuove soluzioni innovative in regime semplificato transitorio (altrimenti definito come "sandbox" regolamentare). Un ulteriore segnale dell'interesse delle istituzioni verso il nostro settore e che ha come scopo quello di favorire l'innovazione all'interno di uno scenario in cui essa può fungere da soluzione complementare, più efficiente e immediata, rispetto ai perduranti servizi tradizionali.

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