Cessione del credito
Nuova Finanza nella Composizione Negoziata: Liquidità dai Crediti Commerciali per le Imprese in Crisi
Composizione negoziata e imprese distressed: un nuovo fondo può sostenere la continuità aziendale nei momenti più delicati.
Nei percorsi di composizione negoziata e risanamento aziendale, la disponibilità di nuova finanza può rappresentare la differenza tra un piano concretamente attuabile e una soluzione destinata a rimanere soltanto sulla carta.
Un’impresa può infatti conservare un’attività industriale valida, un portafoglio clienti affidabile e prospettive di continuità, ma trovarsi comunque in una situazione di forte tensione finanziaria.
In questi casi, l’accesso ai tradizionali canali bancari può risultare complesso proprio nel momento in cui la liquidità è maggiormente necessaria.
Una possibile risposta arriva dalla valorizzazione di un attivo già presente nell’impresa: i crediti commerciali vantati verso clienti solidi.
Attraverso una soluzione strutturata di cessione dei crediti, questi importi possono essere trasformati in nuova liquidità da utilizzare per sostenere l’operatività aziendale e contribuire all’esecuzione del piano di risanamento.
Perché la nuova finanza è decisiva nei percorsi di risanamento
La composizione negoziata è uno strumento volontario ed extragiudiziale rivolto agli imprenditori che si trovano in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, quando il risanamento dell’impresa risulta ancora ragionevolmente perseguibile.
Il percorso prevede la nomina di un Esperto indipendente, chiamato ad agevolare le trattative tra l’imprenditore, i creditori e gli altri soggetti interessati.
La rinegoziazione del debito, la revisione della struttura dei costi e gli accordi con i creditori possono essere passaggi fondamentali. Tuttavia, da soli, potrebbero non essere sufficienti.
Per continuare a operare, l’impresa deve spesso disporre delle risorse necessarie per:
- acquistare materie prime;
- pagare fornitori strategici;
- sostenere il costo del personale;
- completare ordini e commesse;
- mantenere attiva la produzione;
- finanziare il capitale circolante;
- preservare il valore dell’azienda durante le trattative.
Senza nuova liquidità, anche un’impresa con prodotti validi, clienti affidabili e ordini già acquisiti può incontrare difficoltà nel dare continuità alla propria attività.
Il problema, quindi, non è sempre rappresentato dall’assenza di mercato o dalla mancanza di valore industriale. In molti casi è il disallineamento temporale tra incassi e pagamenti a compromettere l’equilibrio finanziario.
Il paradosso delle imprese in crisi con crediti verso clienti solidi
Una situazione ricorrente riguarda imprese che presentano contemporaneamente:
- tensioni di liquidità;
- esposizioni verso banche, fornitori o altri creditori;
- crediti commerciali esigibili nei confronti di aziende affidabili.
L’impresa può avere già consegnato beni o completato prestazioni, ma dover attendere 60, 90 o 120 giorni prima dell’incasso delle relative fatture.
Nel frattempo, deve continuare a sostenere i costi operativi.
Si crea così un paradosso: l’azienda possiede un attivo potenzialmente liquido, ma non può utilizzarlo immediatamente per finanziare la continuità aziendale.
La cessione dei crediti commerciali permette di intervenire proprio su questo divario temporale.
Come trasformare i crediti commerciali in liquidità immediata
La soluzione consiste nella cessione dei crediti vantati dall’impresa nei confronti dei propri clienti.
In termini semplificati, il processo può prevedere:
- l’individuazione dei crediti commerciali cedibili;
- l’analisi della documentazione sottostante;
- la valutazione del debitore ceduto;
- la definizione dell’operazione;
- la cessione del credito;
- l’erogazione della liquidità all’impresa.
L’attenzione non si concentra esclusivamente sulla situazione economico-finanziaria dell’impresa cedente.
Un elemento determinante è rappresentato dalla qualità del credito e dall’affidabilità del cliente che dovrà pagare la fattura.
Questo approccio può rendere valutabili anche operazioni riguardanti aziende che, pur attraversando una situazione distressed, possiedono crediti certi nei confronti di controparti considerate solide.
La soluzione CashMe per le imprese distressed
CashMe ha sviluppato una soluzione dedicata alle imprese che si trovano in situazioni di crisi o tensione finanziaria, o che hanno avviato procedure di tutela del patrimonio ai sensi del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (cosiddette special situations).
L’obiettivo è consentire alle aziende di trasformare crediti commerciali verso clienti solidi in liquidità, grazie al coinvolgimento di investitori istituzionali specializzati.
Il credito commerciale diventa così uno strumento utilizzabile per sostenere il percorso di risanamento.
La soluzione può essere valutata, a seconda delle caratteristiche dell’operazione, nei confronti di imprese:
- impegnate in un percorso di procedura negoziata per la crisi d'impresa;
- coinvolte in un piano di risanamento;
- interessate da una ristrutturazione finanziaria;
- caratterizzate da temporanee tensioni di cassa;
- con accesso limitato ai tradizionali affidamenti bancari;
- dotate di un’attività industriale ancora valida;
- titolari di crediti verso clienti affidabili.
Ogni operazione richiede naturalmente un’analisi specifica. La presenza di crediti commerciali non comporta automaticamente la possibilità di ottenere nuova liquidità.
Devono essere esaminati, tra gli altri elementi:
- l’esistenza e l’esigibilità del credito;
- la documentazione contrattuale;
- la regolare esecuzione della fornitura;
- l’eventuale presenza di contestazioni;
- la solidità del debitore ceduto;
- i termini di pagamento;
- la concentrazione del portafoglio;
- l’eventuale presenza di vincoli o precedenti cessioni.
Il possibile ruolo dello strumento nella composizione negoziata
Nell’ambito della procedura negoziata della crisi d'impresa, la liquidità ottenuta attraverso la cessione dei crediti può contribuire a sostenere la continuità operativa durante le trattative.
Lo strumento non sostituisce il piano industriale, la strategia di risanamento o il confronto con i creditori.
Può però rappresentare una componente finanziaria del percorso, specialmente quando il piano evidenzia un fabbisogno di cassa nel breve periodo.
Le risorse ottenute possono essere destinate, nel rispetto del piano e delle valutazioni degli organi e dei professionisti coinvolti, a esigenze quali:
Finanziamento del capitale circolante
La liquidità può permettere all’impresa di acquistare materiali, sostenere la produzione e completare commesse già acquisite.
Pagamento dei fornitori strategici
La continuità di determinate forniture può essere essenziale per preservare il funzionamento dell’azienda e il valore del complesso produttivo.
Gestione del disallineamento tra incassi e pagamenti
L’impresa può ridurre l’effetto negativo prodotto da termini di pagamento particolarmente lunghi concessi ai propri clienti.
Supporto alla continuità aziendale
Mantenere operativa l’impresa durante le trattative può contribuire a evitare la perdita di clienti, personale qualificato, fornitori e capacità produttiva.
Maggiore credibilità del piano finanziario
Un piano di risanamento che individua fonti di liquidità concretamente attivabili può risultare più robusto rispetto a un progetto basato esclusivamente su flussi futuri ancora incerti.
Perché il merito creditizio del debitore ceduto è importante
Uno degli aspetti più rilevanti di questo modello è la possibilità di analizzare l’operazione partendo anche dal debitore ceduto.
Il valore della fattura dipende infatti dalla capacità del cliente finale di rispettare il pagamento.
Questo significa che la situazione di crisi dell’impresa cedente non è necessariamente l’unico elemento preso in considerazione.
Un’azienda può attraversare una fase finanziariamente complessa e, allo stesso tempo, lavorare con clienti strutturati, gruppi industriali, grandi imprese o controparti caratterizzate da un buon merito creditizio.
In presenza delle condizioni necessarie, la qualità di questi crediti può favorire la costruzione di un’operazione di finanziamento alternativa ai canali ordinari.
Cessione pro soluto e trasferimento del rischio
Una delle configurazioni possibili è la cessione pro soluto, soluzione adottata nella piattaforma di CashMe, nella quale il rischio di insolvenza del debitore ceduto viene trasferito al soggetto che acquista il credito, nei limiti e alle condizioni previste dal contratto.
Per l’impresa cedente, questo può produrre due benefici distinti:
- anticipare l’incasso della fattura;
- ridurre l’esposizione al rischio di mancato pagamento del cliente.
La cessione pro soluto deve essere distinta dalla cessione pro solvendo, nella quale il cedente rimane invece obbligato in caso di insolvenza del debitore.
La configurazione concreta dell’operazione, il trattamento contabile e gli effetti giuridici devono essere esaminati sulla base della documentazione contrattuale e delle caratteristiche del singolo caso.
Composizione negoziata: uno strumento sempre più utilizzato
I dati dell’Osservatorio nazionale di Unioncamere mostrano una progressiva crescita del ricorso alla composizione negoziata della crisi d'impresa e un aumento dei percorsi conclusi positivamente.
Unioncamere descrive l’istituto come uno strumento ormai entrato in una fase di maggiore maturità operativa, con un incremento delle istanze e dei casi di successo.
La crescita dello strumento rende ancora più importante lo sviluppo di soluzioni finanziarie capaci di accompagnare concretamente le imprese durante il percorso.
Il risanamento non dipende infatti soltanto dalla capacità di rinegoziare il debito pregresso. Dipende anche dalla possibilità di finanziare l’attività futura.
I vantaggi della cessione dei crediti nei percorsi di risanamento
Quando l’operazione risulta sostenibile e correttamente strutturata, i principali vantaggi possono comprendere:
Rapidità nella generazione di liquidità
L’impresa può anticipare l’incasso di crediti che, diversamente, verrebbero pagati dopo diversi mesi.
Valorizzazione di un attivo esistente
Non è necessario attendere la generazione di nuovi ricavi: viene utilizzato un credito già maturato dall’azienda.
Analisi basata sulla qualità dei clienti e non sull'azienda cedente
L’affidabilità del debitore ceduto assume un ruolo centrale nella valutazione dell’operazione.
Diversificazione delle fonti finanziarie
La cessione dei crediti può affiancare, senza necessariamente sostituirli, gli altri strumenti previsti nel piano.
Sostegno alla continuità operativa
La liquidità può essere impiegata per preservare produzione, personale, fornitori e rapporti commerciali e quindi la continuità aziendale.
Trasferimento del rischio di insolvenza
Nelle operazioni pro soluto, il rischio relativo al mancato pagamento del debitore ceduto viene trasferito.
Nuova finanza e risanamento: dalla disponibilità teorica alla soluzione concreta
Nella gestione della crisi d’impresa, la qualità del piano è essenziale.
Ma un piano credibile deve essere anche finanziariamente eseguibile.
La possibilità di trasformare crediti commerciali verso clienti solidi in liquidità può offrire una risposta concreta a imprese che possiedono ancora valore industriale, mercato e prospettive di continuità, ma che non dispongono delle risorse necessarie per superare la fase di tensione.
CashMe affianca imprese, advisor ed Esperti CCII nella valutazione di operazioni dedicate alle situazioni distressed, con il supporto di investitori istituzionali specializzati.
Segui imprese coinvolte in procedure di composizione negoziata o risanamento?
Contatta CashMe per presentare una situazione specifica e verificare se i crediti commerciali dell’impresa possano essere utilizzati per generare nuova liquidità.
Ogni richiesta viene analizzata sulla base delle caratteristiche dell’azienda, dei crediti disponibili, dei debitori ceduti e del percorso di risanamento in corso.
Domande frequenti
Che cosa si intende per nuova finanza nella composizione negoziata della crisi d'impresa?
Per nuova finanza si intendono le risorse finanziarie messe a disposizione dell’impresa per sostenere la continuità aziendale e l’esecuzione del percorso di risanamento. Possono provenire da diversi strumenti e soggetti finanziatori.
Un’impresa in crisi può cedere i propri crediti commerciali?
La possibilità deve essere verificata caso per caso. È necessario analizzare l’esistenza dei crediti, la documentazione, gli eventuali vincoli, la situazione dell’impresa e l’affidabilità dei debitori ceduti.
La cessione dei crediti è un finanziamento bancario?
Non necessariamente. Nell’operazione di Invoice Trading il credito commerciale viene trasferito a un investitore istituzionale, che non assume la qualifica di intermediario finanziario.
Che cosa valuta CashMe?
CashMe analizza sia le caratteristiche dell’impresa e dell’operazione sia la qualità dei crediti e dei debitori ceduti. La valutazione comprende inoltre la documentazione sottostante, le scadenze e l’assenza di contestazioni o vincoli incompatibili.
La soluzione è riservata alle imprese in composizione negoziata?
No. Può essere valutata anche in altri percorsi di risanamento, ristrutturazione o tensione finanziaria, purché siano presenti crediti commerciali potenzialmente idonei.
Qual è il vantaggio della cessione pro soluto?
La cessione pro soluto permette di ottenere liquidità anticipata e, nei limiti stabiliti dal contratto, di trasferire il rischio di insolvenza del debitore ceduto.
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