Le PMI e la lunga rincorsa della sostenibilità

Le PMI e la lunga rincorsa della sostenibilità

Dalla sostenibilità come voce di costo alla sostenibilità come obiettivo di business: ecco come le PMI stanno affrontando questa lunga fase di trasformazione.

In ordine sparso, volenterose ma prive di una visione strategica a lungo termine, poco assistite dagli istituti di credito e per lo più focalizzate sulla sola sostenibilità ambientale. Queste, in sintesi, sono le caratteristiche del lungo processo di trasformazione delle piccole e medie imprese italiane verso la piena sostenibilità ambientale, sociale e di governance (secondo i criteri ESG), un percorso iniziato da tempo ma che tuttavia negli ultimi mesi sembra aver ricevuto nuovo slancio e rinnovato interesse.

La sostenibilità per ora è per lo più ambientale, con poco interesse verso aspetti di governance e sociali

L’interesse, in particolare, si concentra oggi per lo più sulla sostenibilità ambientale delle aziende: secondo l’Osservatorio Mecspe di Senaf, presentato in occasione dell’ultima Milano Digital Week, il 31% delle aziende italiane dichiara di aver implementato processi di sostenibilità all’interno della propria azienda, tra cui riduzione dei consumi (42%), attenzione all’inquinamento (36%) ed eco-sostenibilità dei prodotti (17%). Scarso, o nullo, l’interesse e gli investimenti verso migliori pratiche sociali e di governance.

Sono dati che confermano quanto era emerso pochi mesi fa in occasione della nona edizione della Settimana dell’investimento sostenibile e responsabile: come riportato da Focus Risparmio, anche allora solo un terzo delle PMI avevano preso in considerazione la sostenibilità quale criterio-guida per le scelte strategiche aziendali (un dato che saliva al 39% nelle aziende con più di 50 dipendenti), ma limitandosi per lo più agli aspetti più propriamente “ambientali”, dove maggiore era la conoscenza e la sensibilità.

Dalla sostenibilità come “costo” alla sostenibilità come obiettivo di business

A frenare le PMI verso una trasformazione completa in chiave “ESG” sono soprattutto, oggi come allora, il timore di costi troppo elevati (52% del totale) e le difficoltà burocratiche (50%), mentre non sono poche le imprese che lamentano una scarsa collaborazione o proposizione degli istituti di credito a finanziare prodotti e scelte strategiche sostenibili. Se si escludono alcuni esempi isolati e virtuosi, la sostenibilità aziendale è ancora oggi per lo più una scelta individuale, e orientata per lo più su ambiti molto specifici.

In questo senso, è utile riportare l’intervento di Alfonso del Giudice, professore di finanza Aziendale presso l’Università Cattolica, in occasione della settimana SRI: “se è vero che sulla parte ambientale sono più agevoli le considerazioni in termini di materialità dell’impatto, rispetto a quello sociale, proprio il Covid ha mostrato che le società più resilienti sono quelle che hanno avuto maggiore cura della parte sociale: nei rapporti con i dipendenti, con la catena di fornitori”. In quest’ottica, secondo Del Giudice, la sostenibilità può e deve diventare un vero e proprio obiettivo “di business, in grado di migliorare la produttività”.

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