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Cessione del credito

Le PMI e l’ostacolo liquidità: cosa dicono i numeri


Secondo l’ultimo bollettino della BCE le PMI italiane sono tra le più colpite dalla crisi economica dovuta all’emergenza Coronavirus, in ragione del calo di fatturato e delle crescenti restrizioni al credito.

Giugno 19, 2020     0 Commenti
Le PMI italiane nella trappola della liquidità. Secondo l’ultimo bollettino della BCE, sull’accesso ai finanziamenti delle Piccole e Medie Imprese, la crisi economica dovuta alla diffusione della pandemia di Covid19 sta avendo effetti sempre più gravi nel nostro Paese, anche se aumenta il numero di aziende che ricorrono con successo a canali di finanziamento alternativi a quello bancario. Nello specifico, il calo degli utili ha coinvolto oltre una PMI italiana su tre (37% del totale) rispetto a una media già di per sé altissima registrata nella zona Euro (19%). Un calo dovuto in parte anche al blocco delle frontiere e alle limitazioni all’operatività verso gli altri Paesi, che ha determinato una riduzione del 34% delle esportazioni verso l’estero secondo gli ultimi rilevamenti Istat.

La trappola della liquidità

Il deterioramento progressivo degli utili e del fatturato sta avendo inoltre delle conseguenze dirette sulle capacità delle singole aziende di finanziarsi per linee esterne ricorrendo al credito bancario: le più colpite, anche in questo caso, sarebbero le PMI italiane insieme a quelle spagnole e portoghesi. Un indicatore di questo peggioramento delle condizioni di accesso al credito sono i dati relativi alle domande di adesione a alla moratoria sui prestiti: come riportato questa settimana dai dati Banca d’Italia sarebbero oltre 2,6 milioni le domande di adesione alle moratorie, per un valore totale di oltre 250 miliardi di euro (di cui 9 miliardi solo per le micro e piccole e medie imprese).

Un’alternativa al finanziamento bancario

In questo contesto non sorprende il fatto che un numero crescente di aziende di dimensioni piccole e medie abbia deciso di ricorrere a strumenti di finanziamento alternativi al canale bancario: soprattutto in ottica anti-ciclica, l’utilizzo di piattaforme di invoice trading consente infatti di sbloccare rapidamente la liquidità necessaria senza ricorrere a un ulteriore indebitamento né a segnalazioni in centrale rischi. Il team di CashMe, in quest’ottica, continua tuttora a lavorare a fianco degli imprenditori e delle imprese clienti, facilitando l’accesso a fonti di finanziamento alternative tramite le cessione dei crediti commerciali pendenti a investitori qualificati e istituzionali. Un contributo che spesso si è rivelato determinante per la sopravvivenza di intere aziende, grazie a una tecnologia digitale evoluta e a processi consolidati che hanno dimostrato tutta la loro resilienza anche nel momento più duro dell’emergenza tuttora in corso.

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