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Cessione del credito

Factoring: qual è lo stato di salute del mercato italiano


Un aggiornamento sui dati del factoring italiano e mondiale e le previsioni per i prossimi anni in un contesto di perdurante incertezza economica per le imprese e rallentamento dei flussi di credito bancario.

Marzo 1, 2023

Oltre 287 miliardi di euro di crediti commerciali liquidati nel corso del 2022, con una crescita in doppia cifra (+ 14,5%) rispetto all'anno precedente, che si accompagnano agli oltre 28 miliardi di euro di turnover da sole operazioni di Supply Chain Finance (+16% anno su anno): sono questi i dati preliminari riguardanti l'anno appena trascorso pubblicati dall'associazione Assifact e che inquadrano uno stato di salute a dir poco eccezionale per il mercato del factoring italiano.

In particolare, la crescita delle richieste di liquidità da parte delle aziende sarebbe una diretta conseguenza del venir meno dei supporti statali di sostegno al credito e delle crescenti pressioni sul capitale circolante determinate dall'inflazione. Meno credito bancario quindi, maggiore ricorso alla cessione dei crediti commerciali per finanziare l'azienda, anche in vista delle prossime opportunità di lavoro generate dal PNRR e da una maggiore predisposizione delle aziende stesse a valutare forme di finanziamento alternative e complementari al credito bancario.

Il dato italiano sembra essere ancora una volta in linea con le prospettive di crescita del mercato del factoring in tutto il mondo. Secondo i dati di Technavio, infatti, il valore totale del transato globale tra il 2022 e il 2027 dovrebbe crescere di ulteriori 1.720 miliardi di dollari, con un CAGR del 7,54% in ragione di una crescente domanda delle micro, piccole e medie imprese nei mercati emergenti e in quelli già sviluppati, anche se non mancano le incertezze in materia di normative ed effettive capacità di riscossione dei crediti da parte degli operatori impegnati sui mercati globali.

A far da padrone in Italia rimane la formula di cessione del credito pro soluto, tramite la quale è stato processato il 79% del turnover cumulativo (226 miliardi di euro) rispetto al più modesto, ma non irrilevante, factoring in modalità pro solvendo fermo al 21% del totale. Il mercato ha registrato un sensibile calo nel ritmo di crescita nel quarto trimestre dell'anno, in concomitanza con il rallentamento dell'attività economica: un calo che dovrebbe proseguire anche nel corso del 2023. Restano comunque margini per una continua crescita in doppia cifra, con previsioni positive anche il resto dell’anno.