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PMI: più produttività e occupazione grazie al welfare


Le piccole e medie imprese crescono più rapidamente e creano nuovi posti di lavoro grazie agli investimenti in programmi di welfare, secondo l’ultimo Rapporto Welfare Index PMI di Generali.

Ottobre 2, 2020     0 Commenti


Erano il 25% nel 2016, sono il 52% del totale nel 2020 e il loro numero non accenna a diminuire: sono le piccole e medie imprese italiane che hanno sviluppato al loro interno dei programmi di welfare maturi, secondo quanto si legge nell’ultimo Rapporto Welfare Index PMI di Generali.

Una PMI su due offre servizi di welfare ai propri dipendenti


Fornitura di materiali e informazioni dal punto di vista sanitario a manager e dipendenti, servizi e canali di supporto per consulti medici e assistenza sanitaria a distanza: sono queste le modalità di welfare più diffuse e che hanno svolto un ruolo determinante nella resilienza di imprese e dipendenti nel momento peggiore della pandemia da Covid-19.

La crisi economica innescata dalla crisi sanitaria, tuttora in corso, non ha tuttavia ridotto gli investimenti delle PMI nei programmi di welfare: al contrario, quattro aziende su cinque hanno confermato le iniziative e una PMI su tre ne ha introdotte di nuove, o ha rafforzato i programmi esistenti con nuove risorse finanziarie e strumenti a disposizione.

Cresce la produttività ma anche l’attrattività verso i talenti


È in questo modo che nel corso degli ultimi due anni le piccole e medie imprese più “evolute” dal punto di vista dell’erogazione di servizi di welfare hanno registrato un tasso di crescita del 6%, rispetto alla media del 2,1% delle PMI, e un aumento dell’11,5% del tasso di occupazione (rispetto alla media di settore del 7,5%), favorito da una percentuale di dipendenti soddisfatti che è cresciuta del 65% complessivo.

Qualcosa, tuttavia, è cambiato o è sul punto di cambiare per sempre: questo difficile 2020 ha avuto come conseguenza quella di sensibilizzare ulteriormente le aziende sull’importanza della salute e sicurezza dei lavoratori. Una presa di coscienza che nel 70% dei casi avrà come effetto quello di un ulteriore investimento nei programmi di welfare nei prossimi anni, nell’ottica di consolidare le ottime performance ottenute fin qui e aumentare la resilienza di aziende e lavoratori di fronte all’incerto scenario economico.

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