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Fintech

Invoice trading in Italia: i dati del Politecnico di Milano


Oltre un miliardo e mezzo di euro mobilitati dalle piattaforme di invoice trading italiane come CashMe a favore delle piccole e medie imprese: questo è quello che emerge dai dati della quarta edizione del Quaderno di ricerca "La finanza alternativa per le PMI in Italia", curata dal Politecnico di Milano.

Dicembre 23, 2021

Strumenti importanti per condurre le PMI verso un riequilibrio della propria struttura finanziaria e sostenere la crescita, gli investimenti, le acquisizioni di tecnologie e competenze: con queste parole si apre la quarta edizione del Quaderno di ricerca sulle piattaforme di finanza alternativa per le piccole e medie imprese del nostro Paese, curata dal Politecnico di Milano con Unioncamere e Innexta, che fotografa in maniera tanto più possibile puntuale lo sviluppo di settori quali l'invoice trading online in cui opera CashMe SpA.

Oltre due miliardi di euro mobilitati solo nel primo semestre 2021 dalle piattaforme di finanza alternativa italiana

In un contesto di generale crescita del settore, passato dai 2,5 miliardi di euro di volumi di un anno fa agli oltre due miliardi di euro mobilitati dalle piattaforme di finanza alternativa solo nel primo semestre 2021, l'invoice trading online per lo smobilizzo di fatture commerciali acquisite da soggetti non bancari si conferma un canale fondamentale per "assicurare liquidità al sistema" produttivo italiano. Il valore totale dei flussi di finanziamento dell'invoice trading è passato infatti dai 555,1 milioni di euro del primo semestre 2020 a quota 712,3 milioni nel secondo semestre dall'anno scorso, attestandosi a 536,1 milioni nel primo semestre 2021 (a causa dei ritardi di chiusura dei bilanci e al venir meno di alcune piattaforme).

L’invoice trading è lo strumento più utilizzato quale alternativa al tradizionale credito e anticipo fatture bancario

Secondo i dati della ricerca, pubblicata pochi giorni fa e relativa alle operazioni concluse entro il 30 giugno di quest'anno, l'invoice trading risulta essere lo strumento "relativamente più utilizzato" tra tutti gli strumenti di finanza alternativa al credito bancario a disposizione delle PMI del nostro Paese. Un risultato raggiunto in parte grazie alla presenza di un numero crescente di fondi specializzati nell'investimento in crediti commerciali, prevalentemente esteri, in parte a causa della crescita del tempo medio di pagamento delle fatture nel B2B (da 49 a giorni, secondo i dati Intrum per il nostro Paese), che portano molte aziende a esplorare soluzioni alternative al tradizionale anticipo fatture bancario.

Il profilo tipico della piccola e media impresa che si serve di piattaforme di invoice trading come Cashme, secondo il Politecnico

Ma chi sono le PMI che fanno uso di strumenti di invoice trading? Uno dei tanti pregi della ricerca del Politecnico, a cui CashMe ha partecipato in quanto piattaforma specializzata in questo settore e in quello del reverse factoring, è quello di gettare una luce su un folto gruppo di imprese solitamente lontano dai riflettori delle cronache: aziende in forte crescita che ottengono commesse di dimensioni rilevanti e difficilmente finanziabili tramite i fidi esistenti o in uscita da procedure come concordati sono i profili più noti tra i clienti del nostro settore, anche se è frequente trovare imprese che decidono di servirsi dell'invoice trading online solamente per sfruttare la flessibilità di cessione delle fatture e l'assenza di segnalazioni in centrale rischi.

L’invoice trading offre alle aziende uno strumento negoziale aggiuntivo, verso le banche e verso i pagatori meno puntuali

Da non sottovalutare, infine, un aspetto del servizio che forse per la prima volta questa ricerca ha messo in evidenza: ovvero il fatto che la cessione del credito a un investitore istituzionale porta l'impresa "ceduta" a prestare maggiore attenzione ai tempi di pagamento nei confronti di operatori finanziari specializzati, che nella modalità di cessione pro soluto prendono il posto dell'impresa cedente assumendosi i rischi di mancato pagamento. Un vantaggio, quest'ultimo, che può in prospettiva rafforzare la posizione delle aziende che si servono dell'invoice trading non solo dal punto di vista finanziario, ma anche della propria capacità negoziale verso banche e clienti meno puntuali di altri quando si tratta di pagare, in ragione della disponibilità di alternative di immediato utilizzo rispetto alle soluzioni abituali.



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