Il futuro del fintech è nell’equilibrio tra stabilità economica e innovazione

Il futuro del fintech è nell’equilibrio tra stabilità economica e innovazione

La crescita del settore nel nostro Paese passa per la ricerca dell’equilibrio tra stabilità economico-finanziaria delle aziende fintech e l’innovazione, insieme allo sviluppo congiunto di canali digitali e tradizionali.

Sta facendo discutere un articolo pubblicato in questi giorni su Business Insider riguardante il confronto tra i volumi del settore fintech in Italia specializzato nei prestiti alle imprese e i volumi del settore dei prestiti bancario tout court. Secondo i dati riportati nell’articolo, a firma di Vittorio Da Rold, il fintech lending ad oggi costituirebbe solo lo 0,25% del totale dei prestiti alle imprese non finanziarie, e non potrebbe superare il 3% nemmeno a fronte di una crescita stabile in tripla e doppia cifra nei prossimi dieci anni.

Meno marketing e più fatti concreti

L’articolo di BI è condivisibile nella misura in cui ci ricorda che i volumi espressi dal mercato fintech rappresentano tuttora una frazione del mercato tradizionale: in questo senso, noi di CashMe siamo dell’idea che meno “marketing” e più fatti concreti potrebbero solo portare vantaggi al settore in generale. Allo stesso modo tuttavia è importante sottolineare come il metro di giudizio utilizzato non sia del tutto corretto, in quanto nel paragone con i prestiti bancari tradizionali andrebbero esclusi i finanziamenti su grandi operazioni, il mondo pubblica amministrazione e diverse altre tipologie.

Sarebbe opportuno, inoltre, ricordare come molti operatori del fintech italiano siano operatori specializzati che si rivolgono a specifiche nicchie o segmenti di mercato diversi, piuttosto che “lender” generalisti. A questa considerazione bisognerebbe aggiungere il fatto che molti dei player fintech non possono aderire, oggi, alle garanzie statali sui prestiti alle imprese che hanno fin qui caratterizzato questa speciale congiuntura di mercato, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti a medio e lungo termine.

Canali digitali e presenza territoriale: la “formula” CashMe per l’innovazione nel settore

Come CashMe abbiamo cercato fin da subito, e poi raggiunto, il pareggio di bilancio perché non abbiamo mai creduto nell’innovazione fine a se stessa: lo sviluppo del settore fintech, secondo noi, passa dall’equilibrio tra il perseguimento della stabilità economico e finanziaria dei player del settore e l’innovazione continua dei servizi offerti ai clienti, dal punto di vista tecnologico e organizzativo.

In questo senso, va aggiunto come ormai pochi operatori fintech si affidino oggi a canali di acquisizione dei clienti esclusivamente digitali: molte startup – inclusa CashMe – si sono dotate nel corso del tempo di canali tradizionali di sviluppo sul territorio che vanno oggi a integrarsi con una fruizione digitale del servizio, con l’obiettivo di limitare la selezione “avversa” dei rischi di credito tipica del canale online. Questo ha consentito, in aggiunta, di instaurare un rapporto diretto e trasparente con i nostri clienti che il solo canale digitale, infatti, non sempre riesce a soddisfare.

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