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Cessione del credito

Green New Deal: sostegni pubblici e finanza alternativa per le aziende


Dal fondo italiano per la ricerca e l’innovazione nella transizione ecologica agli investitori specializzati nell’acquisto di crediti commerciali ESG-compliant: crescono le opportunità di finanziamento per le aziende impegnate nella “rivoluzione verde”.

Gennaio 28, 2022

Decarbonizzazione dell'economia, economia circolare, riduzione dell'uso della plastica, rigenerazione urbana, turismo sostenibile, mitigazione dei rischi del cambiamento climatico: sono questi i sei ambiti di intervento per industrie, agroindustrie, imprese artigiane e specializzate in servizi all'industria o centri di ricerca che possono fare domanda di incentivo per ottenere i contributi previsti dal decreto attuativo del cosiddetto "Green New Deal", anche se non mancano le opzioni a disposizione per ottenere forme di finanziamento alternative al credito bancario per le aziende impegnate in questi settori.

750 milioni di euro in dote dal Fondo italiano per la ricerca e l’innovazione nella transizione ecologica

Dopo oltre due anni di attesa, a partire dalla legge di bilancio 2020 del governo Conte II, è stato infatti firmato il decreto attuativo che fissa a 750 milioni la dote del fondo italiano per la ricerca e innovazione nei settori della transizione ecologica. Di questi, 600 milioni sono destinati alla concessione delle agevolazioni in forma di finanziamento agevolato - a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle aziende della CDP - e 150 milioni in contributi a fondo perduto a valere sul Fondo crescita sostenibile, come riportato tra gli altri da un articolo del Sole 24 ore a firma di Carmine Fotina.

I criteri di selezione per i progetti presentati dalle imprese che vogliono ottenere il sostegno del Fondo

I progetti presentati dalle imprese nei sei settori dovranno avere spese e costi ammissibili tra i 30 e i 40 milioni, essere realizzati sul territorio nazionale e avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi. Solo così, infatti, potranno accedere tramite la procedura a sportello, mentre per i progetti tra i 10 e 40 milioni è prevista la procedura negoziale, con ulteriori restrizioni per quelli superiori ai 15 e 20 milioni.

L’importanza del sostegno alle PMI per incentivare la partecipazione alla “rivoluzione verde” in atto

Da notare, in tutto questo, che oltre il 60% delle risorse nella fascia 3-10 milioni è stata riservata alle piccole e medie imprese e alle reti di imprese, e una sottoriserva del 25% alle micro e piccole imprese: un importo significativo che conferma come in questa fase di transizione verso la "rivoluzione verde" le policy governative siano impegnate a non lasciare nessuno indietro, offrendo al maggior numero possibile di aziende e operatori la possibilità di partecipare al cambiamento in atto.

Il ruolo della finanza alternativa, complementare ai contributi pubblici e al credito tradizionale

Infine, non va dimenticato che per le aziende attive sul fronte della sostenibilità sono previsti anche altri strumenti e canali di finanziamento non necessariamente legati all'intervento pubblico o all’iniziativa degli istituti di credito: noi di CashMe, in questo senso, ci siamo mossi per tempo e abbiamo da diversi mesi incentivato l'ingresso sulla nostra piattaforma di invoice trading di investitori istituzionali specializzati nel sostegno alle imprese che rispettano i criteri ESG, e che possono in questo modo ottenere più rapidamente e in maniera più flessibile liquidità dalla cessione pro-soluto dei propri crediti commerciali.

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