Reverse factoring, continua la crescita: ecco le soluzioni per le aziende

Reverse factoring, continua la crescita: ecco le soluzioni per le aziende

Secondo i dati più recenti le operazioni di supply chain finance hanno raggiunto nel 2020 il 10% del volume d’affari del mercato del factoring italiano, con oltre il 90% legate alle attività di reverse factoring.

È durata pochi mesi la contrazione del settore italiano: con il rimbalzo del settore industriale nel secondo trimestre di quest’anno anche il mercato del factoring ha ripreso a crescere dopo il -10,8% registrato a fine 2020, prima contrazione dopo oltre dieci anni di misurazioni, con ottime performance registrate nell’ambito supply chain finance e nello specifico nel servizio di reverse factoring.

Il reverse factoring supera i 21 miliardi di euro nel corso del 2020, e continua la sua ascesa

Secondo i dati Assifact, riportati da un articolo dell’Ansa, il mercato del factoring italiano ha raggiunto a maggio di quest’anno una crescita del 49% rispetto allo stesso mese del 2020, portando in totale al 9,8% la crescita del volume d’affari cumulativo dei primi cinque mesi. Da notare, infine, come anche nell’anno più difficile della pandemia globale il settore abbia mantenuto la sua posizione di leadership a livello internazionale, con il 12,4% dell’intero mercato europeo concentrato solo in Italia.

In questo settore, in continua evoluzione, non è possibile fare a meno di notare un dato in particolare: la costante ascesa delle soluzioni di reverse factoring attraverso cui le aziende medio-grandi possono ottimizzare e supportare il capitale circolante a monte della propria filiera di fornitori. Il reverse factoring, infatti, ha superato nel corso del 2020 la soglia psicologica dei 21 miliardi di euro di volumi su un totale di 22,3 miliardi di euro di volume d’affari stimati per le operazioni di supply chain finance (fonte Bebeez).

Le differenze tra il reverse factoring tradizionale e quello “fintech”

A differenza del factoring tradizionale, nel reverse factoring è il debitore ad avviare l’intero processo: nel caso specifico di CashMe Digital Reverse, il servizio di reverse factoring a disposizione dei clienti CashMe con almeno 20 milioni di euro di fatturato annuo, i fornitori possono ricevere liquidità immediata dalla cessione delle proprie fatture attraverso una piattaforma online dedicata, dopo essere stati preventivamente selezionati dall’azienda debitrice ed essere stati abilitati dal team di CashMe.

Come già avviene per il servizio di invoice trading online, anche per quanto riguarda il reverse factoring realizzato attraverso una piattaforma fintech in luogo di un operatore tradizionale esistono alcune importanti differenze: la modalità pro-soluto con cui avvengono le cessioni dei crediti commerciali non prevede infatti alcuna segnalazione in centrale rischi, con un effetto ottimizzante sulla PFN e il bilancio delle aziende fornitrici. Un ulteriore passo in avanti, quindi, verso l’obiettivo di fornire a queste ultime maggiori possibilità di accesso alla liquidità necessaria, supportandone la stabilità economico-finanziaria.

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