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Blog , Cessione del credito , Fintech

Il factoring cresce sempre di più in Italia


Il factoring nelle sue diverse forme è un’opzione sempre più popolare tra le PMI alle prese con la stretta creditizia delle banche.

Luglio 12, 2017

Il factoring consiste nella cessione dei crediti commerciali vantati da un’impresa, nel presente e nel futuro, a società specializzate oppure istituti bancari – nel ruolo di factor – i quali prendono in carico la gestione, amministrazione e incasso del credito anticipato. Questa operazione può avvenire in due diverse modalità: il factoring pro soluto o factoring pro solvendo. La prima è la modalità più diffusa e popolare in quanto il factor si assume il rischio di insolvenza dei crediti ceduti, mentre la seconda lascia tale rischio in capo all’impresa.


Unitamente al factoring si stanno sviluppando soluzioni di finanza alternativa che includono, ad esempio l’equity crowdfunding, social lending e invoice trading. Questi servizi consentono di ottenere liquidità senza ricorrere ai prestiti bancari: una scelta sempre più diffusa e a volte obbligata per le PMI. Infatti, nonostante le piccole e medie imprese abbiano una responsabilità nettamente minore delle grandi aziende nella crescita dei crediti deteriorati, sono le più colpite dalla stretta creditizia delle banche che, dall’inizio della crisi, continua ancora oggi: tra il 2015 e il 2016 le erogazioni da parte degli istituti alle PMI sono calate di un ulteriore 5,9%.



I trend del factoring in Italia ad aprile 2017. Fonte: Assifact


A incidere sul ricorso al factoring sono anche i ritardi nei pagamenti, fenomeno per il quale l’Italia continua a collocarsi tra le peggiori posizioni a livello europeo. La Pubblica Amministrazione rimane il peggior pagatore dal punto di vista delle tempistiche, con una media tra i 170 e i 180 giorni. Anche le imprese stesse non sono esenti – nonostante qualche lieve segnale di miglioramento - dato che soltanto una su tre o poco più paga puntualmente i fornitori, mentre il tempo medio di liquidazione delle fatture si attesta sui 52 giorni contro i 37 di media europea.


Nel nostro Paese la crescita del ricorso al factoring è stata fotografata da un recente rapporto Assifact: l’Italia è il quinto mercato al mondo (dopo Regno Unito, Cina, Francia e Germania) per un volume d’affari pari al 12% del PIL generato da 30.000 imprese che lo hanno già utilizzato per finanziarsi e per ottimizzare la gestione del capitale circolante. Nei primi cinque mesi dell'anno, la crescita ha subito un’ulteriore accelerazione che ha portato a un volume d’affari complessivo di 81 miliardi di Euro, registrando un incremento del 16,20% rispetto allo stesso periodo del 2016. La stima per l’anno 2017 è di un aumento complessivo del 7,8%, nettamente superiore allo 0,35% previsto per la media globale e al 2,31% per l’Europa.


Tra le diverse soluzioni di finanza alternativa, una soluzione particolarmente conveniente arriva dal fintech: l’invoice trading. Le imprese cedono i propri crediti su piattaforme digitali come quella di CashMe tramite un meccanismo d’asta competitivo che garantisce il miglior prezzo possibile con massima trasparenza lasciando l’impresa libera di stabilire quando e quali crediti cedere a seconda delle esigenze.